Venerdi, 3 settembre 2010 ore 18:27

Bestialate mondiali

[Scritto da: admin | In: Life | Commenti (0) ]
2010
21, Jun

Francia Vs Messico.

Lui: “Hai visto? C’è Gignac…*”
Lei: “E chi è?”
Lui: “Il fratello minore di Cognac!”

Due minuti dopo…

Lui: “Gignac* ha un asso nella manica…”
Lei: “Ovvero?”
Lui: “Ad un certo punto ubriaca tutti!”

Continua…

*Gignac è un giocatore francese

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Chi ce l’ha più

[Scritto da: admin | In: Mamme dell'altro mondo | Commenti (3) ]
2010
20, May

Anche chi non si è moltiplicato lo sente, lo avverte, lo annusa in prossimità di due mamme che parlano, al voltante di passeggini strabordanti di prole.

E’ lui, è l’odore della guerra tra chi ce l’ha più.

E’ quell’insensata gara a chi ha scodellato il figlio più bello, più bravo, più intelligente, più precoce.
Quando mi capita di ascoltare questi curricula bonsaici, mi sembra di camminare in retromarcia fino ad arrivare alle elementari, i tempi in cui la Barbie della biondina bastonein era sempre più-qualcosa delle altrui Barbie, anche se erano tutte perfettamente identiche.
“La mia è più bionda”
“La mia ha gli occhi più grandi”
“La mia cammina.”
“La mia vola!!”

Mi salvavo dalle tempestose liti tra mamme di Barbie solo ed esclusivamente perché odiavo la Barbie e tutto ciò che somigliasse anche solo spiritualmente ad una bambola: io amavo i peluches, e non li consideravo figli, ma guardie del corpo. Se qualcuno si avvicinava, lo facevo sverminare aizzandogli contro un orsetto alto un secondo e mezzo, celeste e con il riccio crespo. Era qualcosa che avrebbe fatto scolorire anche Dario Argento, insomma.

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Nel mezzo

[Scritto da: admin | In: Amore...? | Commenti (3) ]
2010
17, May

Qualche giorno fa stavo facendo un intensivo sit-in davanti gli scaffali degli smalti in un megastore, mentre barcollavo sull’idecisione di comprare o meno qualcosa di completamente inutile materialmente  -ma moralmente indispensabile-, ho visto un uomo sulla quarantina roteare intorno ad una ragazzina di diciassette anni.

La scena era questa: lei persa tra ottocento tipi di mascara, lui poco più in là che calcolava ogni mossa di lei e le relative curve.

“Sarà il padre”, mi sono detta. “I pervertiti si nascondono ovunque. Credi di prendere un mascara con uno scovolino particolarmente duro e ti ritrovi in perverito che non vede l’ora di fartelo provare, lo scovolino…E’ normale che un genitore si preoccupi”.

Qualche metro più a sud dell’uomo c’era una donna passegginomunita. Dentro il passeggino era adagiato un cicciobello che si divertiva fare della sua bava un’intricata ragnatela da mostrare a tutti.

La donna si è avvicinata all’uomo satellite annunciando la sua necessità di perdersi nel reparto neonati e magari anche di volare dall’altra parte dell’universo.

Appena la donna venne fagocitata dal reparto nani, lui, gaio e ilare, si riappollaiò davanti lo scaffale dei gel per capelli, la torre di vedetta dal quale poteva tranquillamente circumnavigare le tette della diciassettenne, che ancora stava decidendo se le convieniva di più il mascara waterproof o quello che ti allunga le ciglia di venti metri, ma che ti fa diventare il panda del wwf appena vede l’acqua.

Non c’erano dubbi: lei non era figlia di lui, era solo una diciassettenne sul quale lui stava girando un film porno.

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Lui mi ha…

[Scritto da: admin | In: Amore...? | Commenti (2) ]
2010
15, May

“Lui mi ha fatto credere che…”
“Lui mi ha illusa…”
“Lui è un manipolatore di sentimenti…”

Se ci fosse una gara a chi scarica più responsabilità sugli altri, molte donne vincerebbero il primo premio con lode.

Fin da quando ho cominciato a svolazzare sull’universo maschile, mi sono sempre chiesta cosa portasse una ragazza/donna a ritenersi completamente estranea quando il lui di turno si dimostrava un vero e proprio stronzo con lo strascico.

Mi ricordo i ragazzi di alcune mie amiche, anzi, mi ricordo le mie amiche mettersi in faccia intere forme di grana di fonte l’indifferenza di lui, di fronte le scuse di lui, di fronte a sintomi che stavano cancrenizzando la loro presunta storia d’amore.
Eppure, alla fine, il cattivo era sempre e SOLO lui.

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Bambine di domani

[Scritto da: admin | In: Società | Commenti (0) ]
2010
08, Apr

Ieri sera ho visto un servizio delle Iene in cui si parlava del rapporto tra adolescenti e la rete.

Come potete vedere, non è il solito servizio giornalettistico atto a dimostrare che l’uomo nero si chiama Internet, bensì un cartello video che avvisa i genitori non solo sui pericoli presenti online, ma anche sull’(ab)uso del mezzo da parte di molti adolescenti.

Il sesso è l’argomento principe del servizio. A quanto pare, moltissimi adolescenti utilizzerebbero internet per navigare su siti porno et similari, oltre che passare il tempo su vari social.

Il porno, sarebbe stupido negarlo, c’è sempre stato, non è faccenda dei tempi nostri. Quando andavo alle medie, l’occupazione preferita dei miei maschiotici compagni era passarsi i “giornaletti” sotto il banco, per poi correre al bagno durante la ricreazione a fare quelle robe là in solitaria…e non. Insomma, sono cambiati i mezzi, ma il porno c’è sempre. E’ un settore non soggetto alla depressione, praticamente.

Quindi qui non si tratta di fare gli stupiti davanti il 15enne fan della virtual-pornostar dal nome bovino, si tratta di constatare che adesso sono le adolescenti stesse a creare contenuti sul quale i ragazzi (e non) possono, come dire, diventare ciechi e altro.

Parlo di Sexting, ovvero l’”arte” di fotografarsi da sole indossando piccole virgole di stoffa come copertura dell’essenziale o di un quarto dell’essenziale. Comparsate di vestiti che servono a dimostrare la non completa troietà di chi li indossa.

Tette, chiappe, pance piatte, bocche a culo di gallina, dodicenni ipertruccate, iperpiastrate, ipercircondate da camerette ingenue in cui impera il ricordo di una tenera età. Poi ci sono anche foto provocanti scattate al bagno, tra carta igienica e tavolette del wc alzate. Tutto molto sexy, effettivamente. -__-’

Ai miei tempi, il corrispondente femminile del dodicenne che giocava di mano nel bagno della scuola era la ragazzina che chiacchierava di Backstreet Boys e si disperava per il fidanzamento di Nick Carter, o in alternativa c’era quella fermamente convinta di aver arredato al meglio il salotto della sua Barbie Arredatrice. Questo archetipo di “non ancora donna, non più bambina” sognava il primo bacio con qualcuno che non fosse di certo il principe azzurro, ma che almeno mantenesse il cavallo bianco e la calzamaglia di lana. Leggi tutto

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Quattro donne nello spazio…

[Scritto da: admin | In: News | Commenti (1) ]
2010
06, Apr

…e i principali siti “al femminile” si chiedono febbrilmente quale colore di ombretto andrà di moda la prossima estate. Eh già.

Non mi aspettavo un’intera home dedicata alla cosa, ci mancherebbe! Mi rendo perfettamente conto che stabilire cosa dovremo inserire nel beauty-case delle vacanze è di gran lunga più importante di capire cosa succede sulle nostre teste. E certo.

Tuttavia, sarebbe stata cosa buona e giusta sacrificare un paio di righe per parlare di questa missione storica. Due righe, mica tanto.

Tracy Caldwell Dyson, Stephanie Wilson, Dorothy Metcalf-Lindenburger e Naoko Yamazaki, questi sono i nomi delle quattro cosmonaute incaricate di lavorare per tredici giorni insieme ai colleghi pomodadamomuniti sulla Iss (Stazione spaziale internazionale).

Cosa faranno lassù? Basandomi sulle informazioni date da giornali e telegiornali taliani, be’, non si capisce.  I giornalisti di casa nostra si sono affannati a parlare di record, non di motivi e occupazioni, come se queste donne si siano fatte la tratta terra-spazio solo per stabilire il record di tette presenti in orbita.

Cosa potevo pretendere di più? Almeno se n’è parlato. Tanto basta, no?
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Perché tutti questi cesarei?

[Scritto da: admin | In: Life | Commenti (5) ]
2010
01, Apr

Se lo domanda l’autore di un articolo che ho letto sulla rivista gratuita Acqua&Sapone.

“Perché tu faresti passare una balena dal culo di una sardina?”
Avrei voluto rispondere.

Ma la controrisposta arriva dall’articolo stesso: sintentizzando, la donna c’è abituata. Come se ogni donna facesse parte di un’unica entità divisa in tanti corpi che provano tutti la stessa intensità di dolore.

Quindi, perché andare contro natura?

Certo, la natura è sempre presa a testimoniare quando sul banco dell’imputato c’è una donna che sceglie la via più “facile”.

“Avere un figlio mi impedirebbe di continuare a lavorare”
“Ma è nella natura della donna avere dei figli!”

“L’ho lasciato perché beveva.”
“Ma la donna sopporta per natura.”

E’ come se la donna dovesse sempre e costantemente rispondere alle leggi che il pensier comune affida alla natura. La verità è che la natura non c’entra, c’entra la storia, c’entra il “è sempre stato così”.

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Rimossa la statua di Manuela Arcuri

[Scritto da: admin | In: Società | Commenti (0) ]
2010
31, Mar

Oh mio Dio!! Non ci posso credere! Come hanno potuto fare una cosa del genere a lei?

Sì, dico, come si può dedicare una statua a Manuela Arcuri?
Se pole se pole, ed è stato anche fatto.

Precisamente a Porto Cesareo (Lecce), dove nel 2002 qualcuno pensò di tirar su una statua che rappresentasse la bellezza e la prosperità. Evidentemente, l’idea di riesumare qualche Dea classica era troppo scontata, così si decise di modernizzare il concetto di prosperità facendolo assomigliare a Manuela Arcuri.

Già.

E qui il dubbio si genera sul significato della parola “prosperità”, perché qualcuno, secondo me, lo ha confuso con la più nazionalpopolare “tettosità”.

Al di là dei significati nascosti, la statua venne eretta per vegliare sul lavoro dei pescatori  (potrei anche riformulare questa frase dicendo “La statua lavorava sull’erezione dei perscatori”), ma come ogni opera inutile c’è sempre un inutile mareggiata di proteste volte a dimostrare appunto l’inutilità dell’opera inutile.

Lo tsunami di “questa statua non s’adda fa” è stata portata alla luce dalle mogli dei pescatori, altamente indignate per il messaggio che suddetto pezzo di pietra tettomunito avrebbe lanciato a…a chi? ai giovani? al mare? ai pesci? o ai loro mariti?

Non s’è capito, comunque, dopo aver raccolto un nutrito numero di firme a sfavore della statua, hanno vinto la loro battaglia e la Arcuri è scesa dal piedistallo per finire in un fondo di magazzino.

“Meglio la Madonna”, hanno detto.
Quale? Quella con le tette pizzute? Ah no, quell’altra, quella che dovrebbe suscitare negli uomini moti di fede, non moti ormonali.

E vabbe, un’altra Bocca di Rosa se ne va.

Povera Manuela, dopo aver recitato(?) in Carabinieri non si meritava proprio di finire nel buio magazzino di un campo sportivo, dove scapoli quindicenni non aspettano altro che dare il loro personalissimo significato al concetto di prosperità.

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Uomo, questo è Pino…Pino Silvestre

[Scritto da: admin | In: Life | Commenti (0) ]
2010
22, Feb


“E’ bello. Bellissimo.
Un Apollo in giacca e cravatta.
Un metro e ottanta di carne ben cotta.
Si avvicina a me con floreo passo.
Sono piacevolmente irrigidita da questa bellezza greca che mi viene incontro.
E’ qui, ad un passo dal mio svenimento.

Oddio, ho le vie respiratore che stanno tentando di uscirmi dalla schiena!
Bell’Apollo, hai mai conosciuto il signor Bagnoschiuma?

A quante di voi è capitato di vedere un marcantonio camminare in vostra direzione, e di sognare, seduta stante, cose talmente tanto becere da farvi vergognare di fronte la vostra stessa morale?

A quante è capitato, poi, di sentire l’odore di quell’uomo e di cercare, seduta stante, un angolino per vomitare anche il primo mellin della vostra vita?

A me è capitato una marea di volte. Tanto che quando la mia femminilità ha cominciato a gattonare, ho seriamente preso in considerazione l’ipotesi che la frase “l’omo addà puzza” fosse qualcosa tipo l’undicesimo incontrovertibile comandamento.

Poi “Top Girl” mi aprì la strada verso la verità: in adolescenza è normale che il ragazzo ritenga superfluo l’incontro con la doccia.

Ok, mi dissi, aspettiamo che crescano, che sconfiggano la guerra con i brufoli e la docciafobia.

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Morgan Vs Sanremo

[Scritto da: admin | In: Tv e spettacolo | Commenti (2) ]
2010
05, Feb


morganOrmai è diventato l’argomento che campeggia nei salotti della tv italiana: Morgan (Marco Castoldi) Vs Sanremo.

Oggetto dell’alterco? Le dichiarazioni che Morgan ha rilasciato alla rivista Max riguardo le sue depressioni curate con il crack e la conseguente esclusione del cantante dalla rosa dei partecipanti di Sanremo.

Decisione che sembra proprio possedere le braccine e le manine di nostra signora ipocrisia, visto che proprio Sanremo ospitò nel 2001 i Placebo. Cosa cantarono i Placebo a Sanremo? Special K.
E se state pensando ad un inno alla forma fisica, vi sbagliate.
Lo special K  della canzone non è il fiocco d’avena che ti fa il vitino da vespa, bensì è il nome attribuito ad una sostanza, la Ketamina, che è conosciuta anche con il nome “droga da cavallo”. Serve dire altro? Ok, è un allucenogeno.

Ah, ma non si limitarono solo a cantare una canzone dedicata ad un allucengeno, no, ci furono delle vittime. Una chitarra spaccata sulla testa di una cassa.

E sempre nel 2001 venne invitato anche Eminem, ossigenato rapper americano famoso per i suoi testi non cucciolosi e propinabili allo spettatore virgineo di Sanremo.

E che dire di Mike Tyson che nel 2005 è stato ospite di Bolonis? Dove? Sempre a Sanremo.
Devo forse ricordare le accuse che pendono sopra la testa del noto pugile?

Quindi, siamo sicuri che l’esclusione di Morgan da Sanremo sia del tutto giustificata dai retti motivi dichiarati dai vertici Rai?

Io dico di no.

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